
Pirrica e Pizzica-scherma
Sintesi semplificata

SAGGIO DI RICERCA
Pirrica e
pizzica-schermaStoria, memoria e forme
del conflitto danzato
Sintesi
La pirrica (πυρρίχη), danza armata attestata nella cultura greca, e la pizzica-scherma di Torrepaduli, praticata nella notte di San Rocco, appartengono a epoche e ambienti profondamente differenti. Eppure entrambe trasformano il combattimento in un’azione ritmica e socialmente riconoscibile: il corpo alterna offesa e difesa, misura la distanza e rende il colpo rappresentabile senza far coincidere la performance con il combattimento reale. Il confronto nasce da immagini, testi e testimonianze locali, ma non si accontenta della somiglianza visiva. Un rilievo particolare assume la Phonurgia Nova di Athanasius Kircher (1673): nelle pp. 204-216 dedicate al tarantismo pugliese, Kircher descrive tarantati che assumono comportamenti di milites e pugiles, registra martios furores e afferma che tali passioni possono essere accresciute dal fulgore delle spade sguainate. La fonte non dimostra una continuità genealogica fra pirrica e pizzica-scherma, ma introduce un documento seicentesco che associa, nello stesso orizzonte pugliese, musica, danza e gestualità marziale. Le fonti antiche vengono quindi messe in relazione con la storia documentaria della ronda salentina, con il tarantismo, con la tradizione iconografica e con le riflessioni di Eugenio Barba e Nicola Savarese sulle tecniche del corpo. L’ipotesi di una discendenza diretta resta priva, allo stato attuale, di una catena di prove; il confronto acquista tuttavia maggiore profondità storica grazie alla presenza di una fonte seicentesca cronologicamente intermedia, ma appartenente a un diverso contesto rituale e terapeutico.
