Recentemente, l’Autorità di Bacino Distrettuale dell’Appennino Meridionale ha adottato una modifica al Piano Stralcio per l’Assetto Idrogeologico (PAI) relativa al rischio idraulico che interessa principalmente una parte dell’abitato urbano del Comune di Cutrofiano.
Nel Decreto n. 03 del 05/01/2026 si legge infatti che:
«La proposta di modifica di perimetrazione per il Comune di Cutrofiano (LE) ha previsto variazioni, in parte in aumento e in parte in riduzione, degli areali interessati da “Alta pericolosità idraulica (AP)”, “Media pericolosità idraulica (MP)” e “Bassa pericolosità idraulica (BP)”.»
In altre parole, la nuova perimetrazione comporterà conseguenze concrete per cittadini e proprietari: alcuni lotti edificabili nel centro urbano potrebbero uscire dai vincoli, mentre altri immobili potrebbero rientrarvi, con inevitabili ricadute economiche e urbanistiche.
A questo punto sorge una domanda inevitabile. Considerato che nel frattempo non risultano interventi strutturali di mitigazione del rischio — né opere idrauliche né progetti significativi di messa in sicurezza — com’è possibile che, nel corso degli anni, gli studi idraulici producano differenze così marcate?
E soprattutto: chi si farà carico dei danni economici legati al deprezzamento di terreni e immobili che entrano o escono dai vincoli a seconda di chi effettua la simulazione del rischio?
Inoltre: chi ci garantisce che in futuro le cose non cambieranno ancora, magari in peggio?
Ma c’è un ulteriore elemento che rende la vicenda quasi paradossale.
In allegato al decreto, che costituisce l’atto formale di adozione della modifica del PAI, sono presenti due planimetrie: la prima rappresenta i vincoli idraulici attualmente vigenti, mentre la seconda dovrebbe mostrare le modifiche proposte.
E qui arriva il punto più incredibile: la planimetria che dovrebbe illustrare le modifiche è perfettamente identica a quella dei vincoli già in vigore.
Dal momento che il decreto è stato pubblicato sul sito della Regione Puglia il 29 gennaio scorso, da quella data decorrono i 30 giorni previsti per la presentazione di osservazioni da parte di cittadini e interessati. Tuttavia, se la cartografia allegata non mostra alcuna variazione, come è possibile valutare correttamente il provvedimento?
È probabile che si tratti di un errore dell’ufficio competente, ma le conseguenze non sono affatto banali: sarà necessario annullare l’atto in autotutela (quando ci si accorgerà dell’errore) e procedere con un nuovo decreto corretto, facendo ripartire da capo i termini per le osservazioni.
Ecco in che mani siamo capitati!
PLANIMETRIA ALLEGATA, VINCOLI IDRAULICI VIGENTE
PLANIMETRIA ALLEGATA, VINCOLI IDRAULICI MODIFICATI

