Rifiuti ARO 7/LE: il contratto scaduto, l’in house mai decollata e il costo delle occasioni perdute.

  La gestione dei rifiuti nell’ARO 7/LE, costituita da 22 comuni di cui fa parte anche Cutrofiano, è ormai una vicenda che non può più essere raccontata solo come un problema tecnico. È una questione politica, amministrativa ed economica che riguarda direttamente i cittadini, perché incide sulla qualità del servizio e sui costi che la comunità sostiene ogni anno.

Il punto di partenza è chiaro: il vecchio contratto stipulato dall’ex ARO 6, di gestione del servizio rifiuti, risale al 2009 ed è scaduto nel 2018. Da allora il servizio è andato avanti di proroga in proroga.

Il motivo è che l’assemblea dei sindaci della nuova ARO 7/LE ha deciso di costituire una società in house, denominata “Terra d’Otranto S.P.A.”.

La società in house è una società pubblica creata dai Comuni per gestire direttamente un servizio, in questo caso la gestione dei rifiuti, deve essere operativa, trasparente ed economicamente sostenibile. Se manca anche uno di questi elementi, rischia di diventare una struttura costosa e poco utile.

Considerato che si vuole proseguire nella direzione già scelta, a prescindere dal fatto che la nuova società si riveli un beneficio o una disgrazia per la comunità, ciascuno dei 22 Sindaci e i Consiglieri di maggioranza e di opposizione che l’hanno voluta dovranno assumersi le proprie responsabilità davanti ai Cittadini, nel bene e nel male.

Se la società in house funzionasse pienamente, con mezzi operativi, costi sotto controllo, ricavi dei materiali correttamente contabilizzati e senza ulteriori extracosti, il beneficio diretto realistico per Cutrofiano potrebbe essere nell’ordine del 6-8% della TARI. Considerando però aumenti ISTAT, costi finanziari, possibili rigidità gestionali e tempi di assestamento, il beneficio effettivamente percepibile potrebbe ridursi al 4-6%. Non si tratterebbe comunque di una riduzione automatica e lineare sulle bollette, perché il risparmio dovrebbe prima entrare nel Piano Economico Finanziario (PEF) ed essere poi ripartito tra utenze domestiche e non domestiche secondo le regole tariffarie.

Di contro ci sono queste criticità:

  • Ritardo nell’avvio
    Terra d’Otranto doveva superare la vecchia proroga, ma dopo anni il servizio non è ancora partito.
  • Piano Economico Finanziario originario superato
    Il piano economico iniziale era basato su costi vecchi e non basta più a dimostrare la convenienza attuale.
  • Investimenti aumentati
    Il piano è passato da circa 8 milioni a circa 11,7 milioni di euro, riducendo il risparmio atteso.
  • Fideiussione dei Comuni
    I Comuni garantiscono l’operazione: non è un debito immediato, ma è un rischio potenziale diretto in caso di debito societario, per la quota del 9,8% del totale.
  • Impegno per Cutrofiano
    Cutrofiano avrebbe una quota di circa 1,1 milioni di capitale, più interessi stimati intorno a 273 mila euro.
  • Delegazione di pagamento
    Una parte dei pagamenti futuri verrebbe versata direttamente alla banca per diversi anni.
  • Società non ancora strutturata
    Nel 2024 Terra d’Otranto non aveva ancora la struttura tecnica necessaria per gestire direttamente le gare.
  • Governance complessa
    La gestione coinvolge 22 Comuni, con possibili rallentamenti, conflitti e difficoltà decisionali.
  • Mancata trasparenza sugli atti
    Non risultano disponibili e pubblicati in modo chiaro tutti gli atti aggiornati: piano industriale aggiornato, nuovo Piano Economico Finanziario, dettagli del mutuo, fideiussione, delegazione di pagamento, quote per Comune e cronoprogramma operativo.
  • Rischio politico
    Una società in house può diventare luogo di nomine, incarichi, consulenze e assunzioni condizionate dalla politica.
  • Convenienza non dimostrata
    Senza un PEF aggiornato, pubblico e verificabile, il risparmio resta una previsione, non una certezza.
  • Beneficio TARI limitato
    Anche nello scenario positivo, come già visto il vantaggio diretto stimato sulla TARI sembra contenuto, circa 4-8%.
  • Corte dei Conti TARI
    Si aspetta l’esito della decisione del tribunale della Corte dei Conti.

 

Ma questi aspetti se pur importanti, li lasciamo alle querelle in corso, noi vogliamo evidenziare una questione che nessuno ha ancora preso in considerazione, i mancati risparmi dovuti alla proroga del vecchio contratto.

Di quanto potrebbero essere valutati i mancati risparmi?

Su questo punto occorre essere rigorosi: non si può parlare di danno certo o accertato.

Un eventuale danno erariale può essere stabilito solo dalla Corte dei conti, dopo aver verificato responsabilità, condotte, nesso causale e danno effettivo.

Si può però parlare di possibile danno economico per la comunità, cioè di risparmi che Cutrofiano avrebbe potuto ottenere se, dopo la scadenza del contratto nel 2018, il servizio fosse stato rimesso a gara.

Nel Piano Economico Finanziario 2025 il servizio rifiuti di Cutrofiano pesa circa 1,97 milioni di euro, con circa 1,96 milioni da coprire tramite TARI. I costi attribuiti al gestore sono circa 966 mila euro; considerando anche i ricavi CONAI che nel vecchio assetto non tornano pienamente alla tariffa, il valore economico riconducibile alla gestione si avvicina a 1,09 milioni di euro.

Una nuova gara avrebbe potuto intervenire su più leve: ribasso sul servizio, ricavi CONAI a beneficio del Comune, migliore organizzazione della raccolta, costi separati per organico e indifferenziato, penali per disservizi e maggiore trasparenza.

Per questo, dal 2019 al 2025, i mancati risparmi potenziali possono essere stimati così:

La stima più prudente e difendibile è quindi che la mancata nuova gara possa aver fatto perdere a Cutrofiano tra 1 e 1,5 milioni di euro di possibili risparmi.

la lunga proroga del contratto scaduto nel 2018 potrebbe aver prodotto un danno economico per il Comune e per i cittadini, in termini di mancati risparmi. Spetta agli organi di controllo stabilire se questo possa configurare anche un danno erariale.

Conclusione

La vicenda dei rifiuti nell’ARO 7/LE mostra un problema di fondo: dopo la scadenza del contratto nel 2018 si è rimasti troppo a lungo in una situazione transitoria.

La società in house doveva essere la soluzione, ma il suo percorso è diventato lungo, complesso e finanziariamente impegnativo: piano modificato, investimenti cresciuti, mutuo da 11,7 milioni, fideiussioni, delegazioni di pagamento e avvio operativo rinviato.

Nel frattempo, la nuova gara pubblica — che avrebbe potuto riportare concorrenza, trasparenza e condizioni economiche aggiornate — non è stata fatta.

Oggi Cutrofiano si trova quindi davanti a due criticità: una proroga che potrebbe aver impedito risparmi importanti e una società in house che deve ancora dimostrare, con numeri aggiornati e verificabili, di essere davvero più conveniente.

Il punto non è scegliere per ideologia tra pubblico e privato.
Il punto è capire quale scelta avrebbe garantito prima un servizio migliore, costi più bassi e responsabilità più chiare.

Alla luce dei dati disponibili, una nuova gara pubblica dopo il 2018 (anche ponte) appare la strada che avrebbe potuto tutelare meglio il Comune e i Cittadini che avrebbe potuto ottenere realisticamente una riduzione della TARI intorno al 9-12% annuo.