PUG

Documento Programmatico Preliminare e PUG


 

PUG

Nel Comune di Cutrofiano, fiumi di denaro pubblico sono stati spesi e si stanno spendendo in una voragine, chiamata Piano Urbanistico Generale (PUG) o ex PRG.

Il Comune è ancora dotato di un Programma di Fabbricazione (P.d.F.) risalente al 1972, poi modificato e ridefinito nel 1978 e nel 1983, uno strumento urbanistico ormai superato e inefficace.

Già con la L.R.31/05/1980, n. 56, la Regione Puglia aveva stabilito l’obbligo per tutti i Comuni della Regione di formare il Piano Regolatore Generale (art. 16) entro due anni dall’entrata in vigore della legge, Cutrofiano è in ritardo di ben 32 anni.

Trentadue anni  di sperperi, di giochi di potere, di speculazioni edilizie per l’uso, anzi l’abuso di accorpamenti nelle zone agricole e pratiche di deroga agli indici urbanistici, tramite D.P.R. 447/1998 a go go.

La Regione Puglia, con L.R. n. 20/07/2001 ha regolamentato e definito le “Norme generali di governo e uso del territorio”, stabilendo all’art. 8 che «la pianificazione urbanistica comunale si effettua mediante il Piano Urbanistico Generale (PUG) e i PUE», dunque si governa il territorio, solo attraverso strumenti urbanistici moderni, aggiornati e puntuali.

Oltre ai limiti di pianificazione territoriale, che Cutrofiano ha con il vecchio P.d.F., esiste un rischio di cui si ignorano le conseguenze o si fa finta di non saperle. …

Nel Testo Unico degli Enti Locali (D.lgs  18 agosto 2000, n. 267), al 1° comma lett. c-bis e al comma 2-bis, dell’art. 141, si disciplina l’ipotesi dello scioglimento del Consiglio Comunale «nelle ipotesi in cui gli enti territoriali al di sopra dei mille abitanti siano sprovvisti dei relativi strumenti urbanistici generali e non adottino tali strumenti entro diciotto mesi dalla data di elezione degli organi».

Le Consiliature che si sono succedute dal 18 agosto 2000, hanno rischiato e rischiano lo scioglimento, se non adottano, come dice il testo unico,  lo strumento urbanistico generale (PUG) entro diciotto mesi dalla data di elezione degli organi, condizione attualmente in essere.

Allora cosa frena l’adozione dello strumento urbanistico Comunale a Cutrofiano, a che punto siamo nell’iter formativo?

Ebbene ad oggi, esistono solo il Documento Programmatico Preliminare (D.P.P.), il documento di indirizzo politico al PUG, adottato con delibera di Consiglio Comunale n. 51 del 13/11/2003, e l’ufficio di piano, formato da tre o forse quattro tecnici, incaricati direttamente dall’organo politico, con un procedimento non propriamente “ortodosso”.

Tra le altre cose, il D.P.P. non è pubblicato sul sito web istituzionale come invece previsto dal D.lgs. n. 33/2013, riguardo gli obblighi di pubblicità, trasparenza e diffusione di informazioni da parte delle pubbliche amministrazioni.

Forse per alcuni le cose dette saranno delle “inezie”, ma dopo la condivisione della carta idrogeomorfologica, tra l’altro affetta da errori, l’Amministrazione sembra aver appeso il Piano Urbanistico Generale al chiodo.

Il Programma Operativo e Partecipativo previsto nel D.R.A.G. non esiste, come non esiste il coinvolgimento dei cittadini, nelle fasi formative del strumento urbanistico.

 

A QUESTA INERZIA, CHIEDIAMO ALMENO CHE NON VENGANO SPRECATE ULTERIORI RISORSE PUBBLICHE.

 

Di seguito pubblichiamo il Documento Programmatico Preliminare (D.P.P.), adottato con delibera di Consiglio Comunale n. 51 del 13/11/2003:

 

DOCUMENTO PROGRAMMATICO PRELIMINARE DEGLI OBIETTIVI E CRITERI DI IMPOSTAZIONE DEL P.U.G. (Piano Urbanistico Generale) DEL COMUNE DI CUTROFIANO – L.R. 27/07/2001, n. 20.

 

PREVISIONI STRUTTURALI: Art. 9 L.R. N° 20 del 27107/2001

 

CRITERI GENERALI

a)      adeguamento della cartografia allo stato di fatto con il riporto dello studio sul rilievo aereofotogrammetrico aggiornato della Provincia;

b)      verifica e raccordo del P.U.G. con la ridefinizione dei vincoli dì cui alle norme regionali sul P.U.T.T., con riferimento all’assetto geologico, geomorfologico e idrogeologico, al sistema della copertura botanico-vegetazionale, colturale e faunistica e al sistema della stratificazione storica; si dà atto che l’A.C. ha già curato il riporto del P.U.T.T. Regionale sulla cartografia dello strumento urbanistico vigente ( P.d.F.) con deliberazione del C.C. n. 30 del 01/07/03, con le opportune integrazioni e verifiche degli stati di fatto.

c)      verifica urbanistica del vincolo cimiteriale, alla luce delle disposizioni in materia di infrastrutture e trasporti di cui alla legge 01/08/02 n° 166, art. 28.

 

SETTORE ABITATIVO

a)      equilibrio ed armonizzazione delle funzioni urbane tra l’area centrale tradizionale e i comparti insediativi dì più recente formazione;

b)      verifica della perimetrazione del Centro Storico ed individuazione delle eventuali maglie edificate, esterne al Centro Storico, suscettibili di essere qualificate come “zone di interesse ambientale”;

 

SETTORE DEI SERVIZI E DELLE ATTREZZATURE PUBBLICHE.

a)    previsione di attrezzature pubbliche a carattere intercomunale, da operarsi attraverso la verifica ed in raccordo con gli strumenti urbanistici vigenti o in corso di formazione dei comuni limitrofi.

 

SETTORE PRODUTTIVO

Considerata la forte vocazione agricola del Comune, che ha determinato l’utilizzo intensivo del territorio, con una residenza rurale fissa e/o stagionale che in alcune contrade ha assunto caratteri diffusi e che storicamente è stata finalizzata sia alle attività produttive che alla villeggiatura, il P.U.G. dovrà coniugare, in maniera articolata ed armonica, con la possibilità anche di una graduazione degli interventi ammissibili in zona agricola, al limite con lotto minimo di intervento differenziato, i seguenti elementi:

–     la tutela delle aree in cui il paesaggio agrario e l’ambiente sono ancora integri e in cui il patrimonio arboreo, in particolare gli estesi oliveti secolari, è quanto mai significativo e qualificante il territorio; a titolo esemplificativo si indicano i seguenti contesti: “Masseria Fontana”, “Via Vecchia del Capo”, “Casino Giammico” , ” c.da Mustazzola-Traversa”, “Casino Bonata” , “Casino Colacchi” , “c.da Pastane-Sorge” , “Casina Sticchi”, “Masseria Don Lattonzio”, etc.;

–     la difesa e la qualificazione delle aree in cui la forte originaria vocazione agricola va mantenuta e sostenuta anche in funzione e in attesa di quelle trasformazioni culturali e delle tipologie aziendali, che, innescando insieme un circolo virtuoso, la potranno rilanciare; a tal proposito va anche disciplinato l’istituto degli accorpamenti in zona agricola, di cui alla lett. g) dell’art. 51 della L.R. 56/80;

–     la necessità di interventi ed opportunità ( ampliamenti, ristrutturazioni, concessione di
volumi e servizi tecnici ) che spingano al recupero e al riuso del diffusissimo patrimonio edilizio esistente nel territorio, derivante sia da più antichi interventi edilizi di tipo padronale (masserie, ville, casini/e, depositi e magazzini, “cambaroni” da lavoro, etc.) sia dalla iniziativa dei piccoli proprietari storicamente amanti della residenza in campagna per lavoro ed anche per la “villeggiatura”, e sia ancora dalla edificazione, avvenuta soprattutto negli anni ’60 e ’70 di una miriade di piccole unità edilizie, molto spesso di pessima qualità, costruite sotto la spinta della espansione della tabacchicoltura che esigeva strutture diffuse, pur se spesso precarie, per la lavorazione e la conservazione del prodotto

–     la risposta, razionale e meditata, alle nuove spinte economiche, culturali e sociali che il territorio esprime, in maniera spesso confusa, ma che ormai sono ineludibili:

 

1)la residenza rurale (tipologia della edificabilità rada a verde) valutata come opportunità per il miglioramento della qualità della vita ed in molti casi come l’unica possibilità per accedere alla proprietà della casa, in presenza anche di altissimi costi dei suoli edificabili urbani;

2) la assunzione del turismo rurale, in tutte le sue gamme, come settore strategico dell’economia dell’intero Salento, comprese le aree interne, tanto più quelle equidistanti dai due mari come nel caso del territorio di Cutrofiano, che comunque presenta caratteristiche e specificità di tutto rilievo: questa indicazione, che tra l’altro è coerente con l’antica tradizione culturale cutrofianese della residenza rurale stagionale, appare in linea sia con gli indirizzi comunitari sia con le dinamiche economiche in atto nella nostra sub-regione, sia con l’idea guida del “Salento come Parco “che è alla base della bozza del Piano Territoriale di Coordinamento della Provincia di Lecce e che considera la diffusa antropizzazione rurale non tanto come un problema e un limite, ma anche e soprattutto un’occasione per un abitare corretto e confortevole e una risorsa di tipo ambientale e culturale;

a)          in rapporto alle previsioni di espansione delle attività industriali, artigianali e commerciali ed in relazione al futuro assetto intercomunale e comprensoriale, il P.U.G. dovrà ridefinire gli attuali insediamenti industriali-artigianali e commerciali e prevedere anche zone miste artigianali, commerciali, direzionali e residenziali ( Legge Regionale n. 56/80, art. 51, punto 5), con riferimento soprattutto alle direttrici viarie principali; appare altresì necessario ampliare in materia sostanziale e riqualificare il P.I.P. con il suo ottimale raccordo al centro abitato;

b)         miglioramento della dislocazione delle aree a destinazione mista residenziale, commerciale, direzionale, artigianale (L.R n. 56/80, art. 51, punto 5), con riferimento alle direttrici viarie principali;

c)          verifica e adeguamento del P.U.G. al P.R.A.E. regionale, quando questo sarà stato approvato in via definitiva e indicazione di una normativa di supporto per l’Amministrazione Comunale nell’espressione dei pareri di cui alla legislazione vigente nella linea di una disciplina urbanistica delle attività estrattive (Sentenza Consiglio di Stato, Sez. VI, 19-12 84, n°723 in Consiglio di Stato, 1984, I, 1568).

d)         previsione di un mercato ortofrutticolo all’ingrosso, a servizio dell’intero comprensorio agricolo della parte centrale della Provincia di Lecce.

 

VIABILITA’

a)          riesame della viabilità primaria urbana in modo da realizzare un miglioramento del collegamento tra i quartieri periferici ed il centro urbano, in coerenza con l’indicazione di cui al precedente punto a)- Settore Abitativo ;

b)         previsione di nuovi tracciati viari di raccordo tra le nuove organizzazioni degli insediamenti residenziali con quelli produttivi, direzionali-commerciali e dei servizi;

c)          rapporto con la struttura infrastrutturale del comprensorio esistente e di futura organizzazione; rispetto, per quanto possibile, e potenziamento, ove necessario, della viabilità esterna esistente, con riferimento anche ai percorsi storici ed ai collegamenti già consolidati;

d)         riesame della viabilità di raccordo con i comuni limitrofi sulla base delle maggiori correnti di traffico e delle esigenze di una migliore circuitazione generale dell’abitato, con particolare riferimento al collegamento tra le vie Aradeo-Collepasso-Supersano, Supersano­ Maglie con un razionale scavalcamento dell’area cimiteriale, e Maglie-Corigliano-Sogliano; si indica la possibilità di una viabilità che, scavalcando la Zona P.I.P., consenta un collegamento razionale con la direttrice Maglie-Lecce, in presenza tra l’altro di un progetto della Provincia di miglioramento della prov.le n. 49 Cutrofiano-Corigliano e nella prospettiva del completamento della tangenziale nord dell’abitato di Corigliano; va altresì curato il riporto della variante urbanistica alla ex. Statale 497 di cui alla deliberazione del C.C. n.29 dell’1/07/03;

e)          miglioramento della viabilità intorno alla nuova Sede Municipale col prolungamento della via Ascoli fino all’ ex statale per Maglie, ampliando il lotto su cui insiste l’opera e ricavando zone a verde e parcheggio a servizio della struttura;

 

PATRIMONIO STORICO-MONUMENTALE-NATURALISTICO

a)          previsioni per il restauro del patrimonio storico e monumentale (palazzi, chiese; monumenti, masserie, ecc.) con la definizione dei relativi caratteri storici, artistici ed ambientali attraverso una disciplina articolata che consenta e incoraggi gli interventi di conservazione e riuso;

b)         completamento della ricognizione delle aree di “interesse specifico” (zona A3 di cui alla deliberazione della Giunta Regionale n. 6320), con la segnalazione delle masserie, delle chiesette rurali, dei frantoi ipogei, delle aree boscate ( La Chiusa di Vallone, Bosco Bardoscia, Bosco Dolce, etc.) delle voragini naturali, da sottoporre eventualmente a tutela e vincolo urbanistico e delle emergenze archeologiche: San Giovanni (Cripta, tombe, reperti neolitici), Astore, Scacciato, Badia, Petrore, Castieddi.

c)          le norme edilizie dovranno comunque tendere alla valorizzazione dei manufatti e dei materiali della tradizione agricola locale, con particolare riguardo ai muretti a secco, ai furnieddhi”, ai sistemi di scolo e deposito della acque, alla tenuta delle sponde dei canali etc.

 

PREVISIONI PROGRAMMATICHE: Art. 9 L.R. N°20 del 27/07/2001

 

CRITERI GENERALI

a)          verifica del dimensionamento generale, con privilegio del sistema di calcolo della previsione maggiormente favorevole (tabella della circolare attuativa), ed in ragione del numero degli abitanti effettivi (riferimento ai dati anagrafici aggiornati); il dimensionamento generale dovrà tener conto delle reali dinamiche presenti nel territorio, come, p.e. il privilegio della casa in proprietà, la tendenza degli emigranti a mantenere o realizzare la proprietà della casa o, quella tipica della nostra cultura contadina, di considerare la casa come bene rifugio, destinandovi investimenti per abitazioni che poi rimarranno chiuse per decenni perché finalizzate ai bisogni abitativi delle future generazioni, e quindi con prospettiva di uso a lunghissimo termine, etc.

b)         definizione del nuovo Regolamento Edilizio e delle Norme Tecniche di Attuazione in coerenza con le disposizioni dì cui alle leggi regionali n° 56/80 e 20/01, oltre che con la normativa nazionale, con particolare riferimento al T.U. delle disposizioni legislative e regolamentari in materia edilizia, di cui al D.P.R. 66/01 n. 380, entrato in vigore il 10 luglio 2003;

c)          salvaguardia della potenzialità edificatoria dei lotti attualmente edificabili e mantenimento della potenzialità edificatoria residua degli attuali strumenti attuativi;

d)         possibilità delle sopraelevazioni nelle zone di completamento e/o del livellamento prospettico dei fabbricati e della parificazione dei parametri edilizi delle aree incluse nei piani particolareggiati o ad esse contigue, laddove precise esigenze di fabbisogno urbanistico giustifichino tali interventi;

e)          verifica attenta della rispondenza tra lo studio geologico e la previsione di edificabilità, con chiarimento del termine di “ristrutturazione urbanistica” e delle altre tipologie indicate;

f)           verifica e tendenza a che si eviti l’obbligo di acquisire pareri da parte della Sovrintendenza sui singoli interventi edilizi per le zone di rispetto ambientale e per il Centro Storico;

g)         previsione di P.I.R.T. (art. 7.08 NTA del P.U.T.T.) per le partì di territorio sottoposte ad intensa trasformazione urbanistica e/o abusiva, con previsione di intervento di completamento nei lotti non edificati e razionalizzazione del riammagliamento delle zone ad edilizia spontanea, da trattare come zone residenziali estensive con conseguente rivalutazione della viabilità.

 

SETTORE ABITATIVO

a)          analisi delle condizioni abitative, del sovraffollamento e delle coabitazioni ;

b)         previsioni per il recupero del patrimonio edilizio ed urbanistico esistente, con particolare riferimento ad alcune zone A e B ( Piani di recupero, ridefinizione delle zone A e B) .

c)          ridefinizione ed eventuale ridistribuzione delle aree destinate a contenere gli insediamenti residenziali, a copertura dell’effettivo fabbisogno insediativo determinato in base a precise analisi, con proiezione quindicennale;

d)         tendenza a che nelle zone di completamento si possa accedere direttamente al rilascio del permesso a costruire o altro titolo autorizzativo, con assoggettamento degli stessi ad oneri rapportati ai costi reali delle opere da realizzare inclusi quelli delle aree per le urbanizzazioni;

e)          dimensionamento delle zone di espansione, attraverso Comparti (da sottoporre poi a specifici Piani urbanistici esecutivi); tale dimensionamento va finalizzato non solo al soddisfacimento dei bisogni della edilizia residenziale privata finora compressi, ma anche ad un forte rilancio dell’ E.R.P. ( Edilizia Residenziale Pubblica), di cui si avverte una forte e stringente esigenza, stanti le numerose e gravi situazioni abitative di tipo precario, le coabitazioni, i sovraffollamenti, le difficoltà a reperire alloggi idonei soprattutto da parte delle giovani coppie e in genere da parte delle fasce più deboli della popolazione;

f)           disciplina e definizione dei Comparti previsti dall’art. 15 della L.R n. 6 e 66/79, come unità di intervento per le operazioni di ristrutturazione o di utilizzazione delle aree secondo le previsioni e le precisazioni del P.U.G.; tale disciplina sarà ispirata ad una politica delle “intese” e al principio dell’equo riparto di utili ed oneri e della perequazione tra i diversi proprietari delle aree inserite nei comparti stessi;

g)         previsione di interventi di riqualificazione urbanistica per il cosiddetto Rione Piazza.

 

SETTORE DEI SERVIZI E DELLE ATTREZZATURE PUBBLICHE.

a)          quantificazione della dotazione minima delle aree per attrezzature e servizi pubblici, attraverso la verifica degli standard urbanistici, cercando di compensare i fabbisogni arretrati;

b)         previsione di un potenziamento dei servizi, ed in particolare degli impianti sportivi e per il tempo libero;

c)          tipizzazione a verde dell’ area compresa tra lo svincolo via Cimitero-via Maglie e le Opere sportive;

d)         previsione di una adeguata area di rispetto delle attuali opere terminali, nella prospettiva di interventi di recupero ambientale, stante l’inserimento del Comune di Cutrofiano nel Bacino del Puglia 2 (Piattaforma depurativa di San Sidero-Maglie).

Nella redazione del P.U.G. dovrà comunque essere rispettata la legislazione in materia statale e regionale e dovrà essere contenuto specificatamente quanto previsto, a livello di elaborati, di norme di attuazione e di regolamento, dalla normativa vigente al momento della sua adozione. Quanto sopra espresso è riferibile sia alle previsioni strutturali che a quelle programmatiche previste dall’art. 9 della Legge Regionale n. 20/01 quale contenuto del P.U.G..

Ciò anche con riferimento alla circostanza che il D.R.A.G. (Documento Regionale di Assetto Generale) non è stato ancora adottato dalla Giunta Regionale e quindi non risultano ancora conosciuti gli elementi di cui al punto b) dell’art. 4 della stessa legge (indirizzi, criteri, orientamenti per la formazione, il dimensionamento, il contenuto degli Strumenti di Pianificazione Comunale).

Nello specifico quindi, vanno assimilati alle previsioni strutturali del P.U.G. gli elementi della elaborazione progettuale già effettuata tesi a garantire la salvaguardia e la valorizzazione del tessuto storico-monumentale ed ambientale del Centro Antico unitamente ai beni diffusi sul territorio di valore testimoniale, così come diverrà contenuto strutturale del P.U.G. la ricognizione delle previsioni del P.U.T.T. affidate come atto di co-pianificazione all’Amm.ne Comunale.

Il sistema infrastrutturale già elaborato determinerà altresì le direttrici di sviluppo delle trasformazioni e la loro connessione con í sistemi urbani contermini.

Le altre previsioni della elaborazione progettuale già effettuata risultano omologhe alle previsioni programmatiche del P.U.G. specificando ancora che il dimensionamento dei fabbisogni residenziali, produttivi, infrastrutturali già elaborato in conformità della D.G.R.P. n° 6320/89 potrà subire variazioni al momento dell’approvazione del D.R.A.G..

 

TEMPI E MODI DI FORMAZIONE DEL P.U.G.

Le modalità per l’adozione e l’approvazione del P.U.G sono quelle specificamente previste dall’art 11 della L.R. n. 20/01.

Una volta che il presente Documento Programmatico Preliminare, approvato secondo le procedure della predetta legge reg.le n. 20/01, sarà stato trasmesso ai progettisti con il corredo di eventuali memorie ed osservazioni presentate nei termini fissati, gli stessi completeranno l’elaborazione definitiva del P.U.G. entro mesi tre dalla trasmissione, salvo adempimenti e successivi approfondimenti resisi necessari e richiesti dall’Amm.ne Com.le o dagli stessi Tecnici incaricati.”

 

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